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COME SI DIVENTA PROFESSORE DAL 2024? NOVITÀ IN ARRIVO

Sono tanti i docenti o aspiranti tali in attesa dell’aggiornamento delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS): secondo alcune indiscrezioni sembra che il Ministero voglia procedere alla riapertura tra il 19 Aprile e il 9 Maggio 2022 ma le date non sono ancora state confermate. Tale periodo precluderebbe l’inserimento con riserva dei diplomandi nell’anno scolastico corrente ma lo consentirebbe, in via del tutto eccezionale, per i laureandi in Scienze della Formazione Primaria e per chi sta completando la specializzazione sul sostegno, purché si ottengano i titoli entro il 15 Luglio (data ancora da confermare).

Sappiamo però con certezza che l’aggiornamento varrà per il biennio 2022/2024. E dopo cosa succederà? Scopriamolo insieme.

Addio ai 24 CFU: nuova proposta del Ministro Bianchi

Secondo quanto riportato dal “Sole 24 Ore” sembra che il Ministro Bianchi stia rielaborando i requisiti indispensabili per diventare docente di Scuola Media e Superiore: questa sarebbe la sesta volta in vent’anni in cui viene riscritta la normativa.

I 24 CFU in materie socio-psico-pedagogiche erano nati come requisito essenziale ma transitorio per poter diventare docente, salvo poi diventare norma strutturata insieme alla laurea magistrale. Sappiamo inoltre che i 24 CFU sono acquisibili sia curricularmente (per i percorsi di laurea che lo prevedono) sia extra-curricularmente: l’intento del Ministro Bianchi sarebbe quello di aumentare il numero di corsi di laurea che forniscono le competenze per diventare docente, al fine di agevolare gli aspiranti insegnanti fin da subito. Obiettivo della riforma è quello di arrivare nel 2024 all’assunzione di 70 mila docenti in ruolo qualificati e formati.

Il Decreto Legge prevede che accanto alle lauree semi-abilitanti (triennale + magistrale o a ciclo unico) per diventare docenti di Scuola Media e Superiore, si affianchino 60 CFU in materie antropo-socio-psico-pedagogiche e il vecchio esame di abilitazione sia sostituito da una lezione simulata al completamento dei 60 CFU. Resta ancora poco chiaro se i 60 CFU siano da considerarsi aggiuntivi rispetto ai 120 CFU della laurea magistrale (in questo caso si ipotizza che la durata del percorso diventi triennale) o già inclusi nel piano di studi.

Davanti ai candidati si aprirebbero quindi tre strade:

  1. Conseguire almeno 30 CFU (di cui 15 di tirocinio) all’Università così da poter partecipare ai concorsi scuola completando successivamente i 30 crediti mancanti e l’abilitazione con un anno di servizio a tempo determinato e part-time;

  2. Acquisire i 60 CFU e l’abilitazione già durante gli studi e poi, passato il concorso docenti, svolgere l’anno di prova;

  3. Per i precari storici, sarà possibile accedere direttamente al concorso – e successivamente all’anno di prova – purché abbiano almeno 36 mesi di servizio alle spalle.

Per ogni classe di concorso si andranno quindi a stilare due graduatorie, una relativa ai vincitori in possesso dei 60 CFU e del titolo abilitante e l’altra con i posti residui per chi ha superato il concorso con i 30 CFU da completare. Il Ministro Bianchi conferma che il concorso dovrà essere annuale.

E cosa succede dopo l’anno di prova?

Previa valutazione positiva si conferma il servizio in ruolo. A questo punto il percorso si uniformerebbe per tutti i candidati in quanto il Ministero intende promuovere la formazione continua ipotizzando una progressione stipendiale accelerata per tutti i docenti che frequentino con profitto corsi selezionati: trattasi di cinque corsi di aggiornamento con durata almeno quadriennale che permetterebbero di velocizzare anche gli scatti di anzianità.

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